La leggenda del tè Shaolin, dello zen e del gong fu



La cultura del tè è sempre stata legata al buddismo e alla cultura Shaolin, molti monaci buddisti lo hanno usato per centinaia di anni per aiutarsi a rilassare il corpo, aumentare la concentrazione e prevenire la sonnolenza durante le lunghe ore di meditazione.


Un famoso detto recita: "Bevi il tè per dimenticare il rumore del mondo".


Ecco tre famose leggende sul tè in Cina.


Damo si taglia le palpebre per non addormentarsi


Damo (Bodhidharma) fondatore del Buddismo Chan (Zen) arrivò in Cina dall'India nel 527 d.C. e dopo un lungo viaggio si stabilì molto vicino al Tempio Shaolin. Damo meditò per nove anni davanti alla parete di una grotta. La leggenda narra che durante una delle sue lunghe sessioni di meditazione Damo si addormentò e quando si svegliò era così arrabbiato con se stesso che si tagliò le palpebre per non addormentarsi mai più; gettò le palpebre fuori dalla grotta dove stava meditando e quando caddero a terra si narra che da esse nacque la pianta del tè.


L'imperatore Shénnóng scoprì il tè per caso


Ci sono molti miti e leggende che circondano la scoperta del tè, una delle storie più famose racconta la storia della scoperta del tè quasi più di 5000 anni fa da parte dell'imperatore Shénnóng intorno al 2750 a.C.


Un giorno Shénnóng stava riposando sotto un albero, gli fu portata una ciotola di acqua calda per dissetarsi. Una leggera brezza accarezzò le fronde di un albero del tè, le foglie caddero nella ciotola dell'imperatore. Shénnóng bevve e si sentì rinfrescato e rilassato, mentre la sua mente si allontanava da tutti i suoi tormenti. Così si narra che l'imperatore scoprì il fascino di questa bevanda e incoraggiò il popolo cinese a coltivare questa pianta e a preparare l'infuso come bevanda quotidiana. Una famosa frase dell'imperatore Shénnóng fu: "Il tè disseta, riduce il desiderio di dormire, rallegra e vivifica il cuore".


Lu Yu il saggio del tè



Durante la dinastia Tang (618-907 d.C.), Lùyǔ 陆羽, noto come il "Saggio del tè", scrisse il primo libro conosciuto sul tè chiamato Chá jīng 茶经, il "Classico del tè", in cui è descritta la sua coltivazione, produzione ed il modo per berlo.


Lu Yu era originario di Jinling, l'odierna città di Tiānmén, nella provincia di Hubei, in Cina. La leggenda narra che Lu Yu fosse un orfano, venne adottato da un monaco buddista. Al monaco piaceva molto il tè e Lu Yu lo preparava assiduamente, negli anni Lu Yu divenne un esperto nella sua preparazione, così che si appassionò al tè e alle sue qualità.


Si narra che Lu Yu se ne andò dal monastero e venne accolto dal governatore locale Li Qiwu che gli diede accesso allo studio e la possibilità di coltivare il te per conto proprio. Da allora in poi crebbe in compagnia di studiosi, poeti, scrittori e religiosi.


Lu Yu scrisse il libro Cha Jing convinto che il tè simboleggiasse l'armonia e l'unione misteriosa dell'Universo.


Oggi il tè è una delle bevande più consumate al mondo e vanta grandi benefici per la salute. Allo stesso modo, ogni paese ha usanze diverse quando si tratta di produrlo e consumarlo. Non possiamo non ricordare che dietro la preparazione del tè c'è un grande bagaglio culturale e in molti casi spirituale, come nel buddismo Chan (o Zen).


Molti Maestri Shaolin sono esperti nella cultura e nella preparazione del tè e lo utilizzano come percorso di meditazione e rilassamento. Possiamo dire che la cultura Shaolin è vasta come il mare e abbraccia la stessa cultura cinese, da cui trae ispirazione e strumenti per arricchirsi e continuare a crescere nel tempo. Tè, buddismo e arti marziali seguono la stessa strada.


Bruno Tombolato